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IL CALCARE

PREMESSA
Se non ci fosse l'inquinamento, l'acqua dovrebbe essere consumata così come viene prelevata dalla sorgente, infatti allo stato naturale contiene molti sali minerali necessari all’ organismo.
In funzione della concentrazione di minerali e sostanze presenti, le acque si classificano in tre categorie:
buone, accettabili, non accettabili.
Molti usano per bere l'acqua imbottigliata e per cucinare l'acqua di casa pensando erroneamente di essere al sicuro da tutti i problemi legati all'inquinamento.
Infatti se cuciniamo le pietanze con acqua appena accettabile, noi trasformeremo la stessa in non accettabile poiché con l'evaporazione le sostanze tossiche si concentrano maggiormente, berremo tè e caffè con acqua inquinata, mangeremo spaghetti cotti con acqua inquinata, anche se bollita.
Non sempre l'acqua imbottigliata può essere classificata buona, inoltre il tempo che trascorre tra l'imbottigliamento e il consumo, a causa della esposizione alla luce, non garantisce la perfetta sterilità dell'acqua confezionata che compriamo a caro prezzo.
L'acqua erogata dalle aziende cittadine è generalmente più sicura e  accettabile in quanto controllata giornalmente a differenza delle acque minerali che la legge consente di controllare ogni 5 anni ai fini dell'etichettatura.
Purtroppo a causa dello stato delle reti di distribuzione il prodotto è clorato in eccesso con conseguenze negative su odore e sapore.
Un discorso a parte merita la durezza dell'acqua dipendente dalla quantità di sali di calcio e magnesio disciolti.

IL CALCARE

Le acque ricche di calcio, evaporando per effetto della temperatura, provocano un progressivo accumulo di carbonati di calcio che si depositano sulle superfici di contatto.
Questo fenomeno comporta un notevole danno in quanto spesso siamo costretti a pagare grosse somme di denaro per le riparazioni degli impianti e degli elettrodomestici.
L’accumulo di calcare ci costringe inoltre a consumare più energia per il riscaldamento e la circolazione dell’acqua, si calcola che un elettrodomestico aggredito dal calcare consuma fino al 30% di energia in più e subisce un invecchiamento precoce.
Poichè il fenomeno del calcare interessa principalmente i circuiti idraulici dell'acqua calda, basterebbe trattare semplicemente l’acqua da riscaldare, ma negli impianti domestici la stessa acqua deve servire anche per il consumo personale e pertanto nella scelta del tipo di trattamento bisogna rispettare la Legge e la nostra salute.

Un altro inconveniente legato alla eccessiva concentrazione di calcio e magnesio nell'acqua, acqua molto dura, è quello di ostacolare l'azione dei saponi e detersivi provocandone un eccessivo consumo e la inefficacia in particolare per la pulizia profonda della pelle.
Pertanto è inutile acquistare costosi saponi, detergenti, creme e quant'altro se poi l'acqua non è adatta per una perfetta pulizia, avremo il risultato di inquinare maggiormente l'ambiente e maltratteremo inutilmente la nostra pelle, in particolare quella del viso, con grave danno per la conservazione della bellezza.

I trattamenti possibili sono di due tipi: fisico e chimico.

IL TRATTAMENTO FISICO

Il trattamento fisico di magnetizzazione consiste nel passaggio dell’ acqua attraverso un potente campo magnetico.

Gli effetti del campo magnetico sull'acqua furono scoperti nell'anno 1900 dal fisico danese Hendrick Antoon Lorenz che per questo ricevette il premio Nobel nel 1902!!!

Il calcio e tutti gli altri ioni disciolti nell’ acqua vengono saturati elettricamente e il carbonato di calcio non ha più possibilità di formarsi e di depositarsi sotto la forma cristallina che provoca la formazione del calcare, ma solo nella forma cristallina denominata aragonite molto simile alla polvere del talco e quindi facilmente trascinato dalla corrente d’acqua evitando dannosi depositi.

Con il condizionatore magnetico il risultato di controllare il calcio è raggiunto senza l’addizione di composti chimici consentendo l’utilizzo dell’ acqua tal quale, senza ridurre la quantità di ioni calcio presenti.
Noi consigliamo di usare i condizionatori magnetici entro i limiti di durezza di 25 °F con i seguenti vantaggi:

- nessun impiego di prodotti chimici ed additivi;
- nessuna alterazione delle qualità naturali dell’ acqua potabile;
- nessun consumo di energia elettrica;
- aumento dell’ efficienza degli impianti;
- minore consumo energetico complessivo degli impianti;
- minore manutenzione degli impianti;
- riduzione drastica dei costi di gestione;
- limitate dimensioni d’ ingombro.

TRATTAMENTI CHIMICI

I trattamenti chimici usati sono 2 : trattamento con resine e trattamento con polifosfati.
Gli impianti con resine
(
addolcitori ) sostituiscono il calcio presente nell’ acqua con il sodio del sale, scambio ionico,  durante il passaggio attraverso un letto di resine impregnate di sale.
L'uso degli addolcitori è indispensabile quando l'acqua ha una durezza superiore a 25°F.
Questo trattamento è abbastanza efficace ma, se usato in maniera non idonea, presenta i seguenti inconvenienti:
- durante il passaggio dell’ acqua attraverso la resina si verificano fenomeni di attecchimento di flora batterica con possibili evoluzioni negative per la salute del consumatore, se le resine non vengono disinfettate spesso (tutti gli addolcitori MAt sono provvisti di un impianto di disinfezione automatico per le resine);
- le acque di scarico provenienti dalla rigenerazione delle resine pongono problemi di inquinamento in quanto riducono la biodegradabilità delle acque di fognatura, si può limitare questo fenomeno mediante una taratura adeguata dell'impianto in modo da ridurre il consumo di sale;
- le resine devono essere rigenerate con acqua salmastra e disinfettate almeno ogni 3-4 giorni;
- l’ acqua trattata, ricca di carbonato di sodio, a temperature oltre gli 85° C diventa aggressiva e può provocare la così detta “fragilità caustica” con rotture improvvise di tubazioni, caldaie, radiatori, ecc...;
- dopo il trattamento l’ acqua distribuita per Legge deve contenere
almeno!! 150 mg./l di sali di calcio, corrispondenti a 15 gradi francesi, pertanto il fenomeno della formazione del calcare non è eliminato ma solo rimandato nel tempo se non è usato il condizionatore magnetico.

Il trattamento con polifosfati unisce fosfati con carbonato di calcio per formare un’unica macromolecola stabile.
Questo metodo è meno efficace del trattamento precedente e presenta i seguenti inconvenienti:
- il dosaggio dei polifosfati con le economiche apparecchiature in commercio è prefissato ad una certa quantità, mentre lo stesso dosaggio dovrebbe essere proporzionale alla quantità di calcio presente nell’ acqua, pertanto in molti impianti si possono superare i valori limiti di 5 mg./l posti dalla Legge con possibili danni per la salute;
- la macromolecola polifosfato-carbonato di calcio oltre i 70° C da origine ad anidride carbonica, precipitato di carbonato di calcio (incrostazione), solubilizzazione del fosfato trisodico con formazione di sali complessi ionizzati disciolti in acqua i cui effetti sulla salute non sono ancora stati ben definiti (gli spaghetti oltre al formaggio potrebbero essere conditi con il fosforo!!!).
E' assolutamente sconsigliabile l'uso di polifosfati per acque destinate comunque all'alimentazione.
I due trattamenti, addolcimento e polifosfati, devono avere per Legge a monte dell’ impianto una valvola di non ritorno per evitare possibili riflussi nella rete idrica urbana.

IMPIANTI CONSIGLIATI PER ALCUNE PROVINCE ITALIANE